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La betulla che rischiava di cadere (da un
racconto tartaro)
C'era una volta un vagabondo che veniva accolto
benevolmente in tutti i villaggi, poiche' era astuto e
allegro e raccontava storie originali. Un giorno, mentre
sostava in un piccolo villaggio di contadini, gli venne
spiegato che le case, le praterie, i campi, le mucche, i
cavalli e persino la gente appartenevano a un ricco
proprietario. Questo signore si considerava un uomo
molto intelligente e guardava con altezzosita' i
contadini che riteneva degli imbecilli. Quelli, non
volendo avere fastidi, lo lasciavano fare. Ma il
vagabondo si divertiva con quelle persone e decise di
mettere in ridicolo il signore borioso. Rimase al
villaggio e comincio' a lavorare come pastore. Ogni
mattina, conduceva il gregge al pascolo; il terzo
giorno, vide da lontano avvicinarsi il signore. Ando'
subito ad appoggiarsi al tronco di una vecchia betulla
contorta che cresceva li' vicino. Si inarco' tendendo le
gambe e ansimando, come per uno sforzo violento. Quando
gli fu accanto, il signore lo apostrofo': "Ehi, pastore!
Non sai che bisogna salutare il proprio signore?" "Vi
auguro buona giornata" rispose il pastore affaticato,
senza spostarsi. "Ah, tu sei il nuovo pastore! -
continuo' il signore - Al villaggio si racconta che sei
molto scaltro! Vorrei vedere se e' vero." "Sono solo
dicerie - rispose il pastore - Sono semplicemente un
povero vagabondo senza istruzione." "Certo non hai
un'aria molto furba! - riprese il signore ridendo -
Scommetto che non riusciresti mai ad ingannarmi.
Ascolta: se riesci a raggirarmi avrai uno scudo d'oro,
altrimenti un sacco di bastonate. "Come potrei osare di
competere con voi, nobile signore? - rispose il
pastore - E poi mi e' proprio impossibile al momento: ho
lasciato tutta la mia astuzia nella mia borsa, che ho
poggiato sotto la mangiatoia, nella stalla". "Cosi'
avresti lasciato la tua intelligenza dalle mucche! -
esclamo' il signore - Esigo che accetti questa
scommessa! Vai subito a cercare la tua borsa! " "Non
posso muovermi - rispose il pastore - Non sono solo
incaricato di custodire le pecore, ma devo anche
sostenere questa betulla che rischia di cadere." "Mi
devi obbedienza!" grido' il signore. "Oh, non oserei mai
disubbidirvi! Ma ho anche un dovere verso gli abitanti
del villaggio che mi hanno assunto. Del resto, anche
questa betulla vi appartiene: cosa direste se la
lasciassi cadere? Non posso allontanarmi, a meno che voi
la sosteniate al mio posto fino al mio ritorno!" "Va
bene! - disse il signore - prendero' il tuo posto, ma
sbrigati a tornare!" Con molte precauzioni, il pastore
lascio' il suo posto al signore. "Attenzione! -
raccomando' - Dovete sostenerla con tutte le vostre
forze, altrimenti cadra'! Ritornero' il prima
possibile." Prima di partire, esito' un momento e
aggiunse: "Il sindaco del villaggio si arrabbiera' se
abbandono il gregge. Signore, abbiate la bonta' di darmi
il vostro cappello: sara' la prova che eseguo i vostri
ordini." Il signore gli died e il cappello e i pastore
se ne ando'. Passo' molto tempo: il signore cominciava a
sentire le gambe che gli tremavano per lo sforzo e il
sudore che gli rigava il volto. Dopo un bel po', vide
arrivare un gruppo di persone, ma il pastore non c'era.
Il signore interpello' il sindaco: "Imbecille! Perche'
sei venuto qui? Non hai pensato che avessi inviato io il
pastore? A proposito, dove e' scomparso? Non ne posso
piu'!" Il sindaco rispose con molta gentilezza:
"Signore, il pastore e' partito; vi manda il vostro
cappello. Mi ha chiesto uno scudo d'oro, dicendomi che
mi avreste rimborsato. Ha detto che gli avreste dovuto
dare uno scudo d'oro se avesse vinto la scommessa." "Ma
deve vincere prima - grido' il signore - non abbiamo
ancora cominciato! Adesso, uno di voi dovra' prendere il
mio posto per sostenere questa dannata betulla e in
fretta!" "Ma potete tranquillamente lasciare la betulla"
disse il sindaco. Allora il signore comprese di essere
stato raggirato; senza dire una paro la prese il suo
cappello e si allontano' furente di rabbia. Alle sue
spalle, risuonarono un mucchio di risate e il sindaco
disse: "Non ridete cosi' forte, o farete cadere la
betulla!" |