|
La pelle di pidocchio (da un racconto francese)
C'era una volta la figlia di un re che era cosi'
graziosa da essere corteggiata da molti pretendenti che
chiedevano la sua mano, ma nessuno le piaceva. Rifiutava
sempre e il re fini' per infastidirsi: Razza di
cocciuta, sei troppo orgogliosa! Bisogna premettere
che la principessa era innamorata di un bel principe che
si chiamava M. di Montanville. Avrebbe voluto anche lui
sposare la principessa, ma il re non era d'accordo: non
lo considerava abbastanza nobile, ne' ricco. Un giorno,
una domestica consegno' un pidocchio al re,
spiegandogli:
Grido' il re. L'ha sicuramente preso da quel M. di
Montanville, un uomo che frequenta chiunque, persino i
contadini! Roba da matti! Fece mettere il pidocchio
in una tazza piena di strutto e il pidocchio, ben
nutrito, comincio' a crescere a dismisura, fino a
diventare grosso come un coniglio! Allora il re ordino'
di preparare un paio di guanti con la pelle di pidocchio
e fece proclamare: Daro' mia figlia in matrimonio a
colui che indovinera' di che pelle sono fatti questi
guanti! Fece sorvegliare la figlia, ma la
principessa, in segreto, riusci' ugualmente ad avvertire
M. di Montanville: Sarai l'unico a sapere che i
guanti sono in pelle di pidocchio e mio padre sara'
costretto ad acconsentire al nostro matrimonio! Il
giorno prestabilito, il palazzo era invaso da una
moltitudine di pretendenti, giovani, vecchi, belli,
brutti, grandi, piccoli, grassi e magri. Dapprima
sfilarono i grandi signori, poi i ricchi e infine i
poveri, ma nessuno indovino' di cosa erano fatti i
guanti. Alla fine si presento' un carbonaio, vestito di
cenci, si tolse rispettosamente il berretto, si gratto'
la testa e disse: Forse si tratta della pelle di
rospo? No. Forse allora si tratta della pelle di pulce?
No. Si tratta forse della pelle di pidocchio? Il re
fu costretto a mantenere la sua promessa, cosi' si
rivolse alla figlia: Cio' che e' stato detto dev'essere
rispettato! Hai rifiutato tutti i nobili pretendenti che
io ti ho proposto e adesso dovrai accettare quest'uomo!
Il carbonaio prese per mano la principessa in lacrime e
la fece salire sul suo asino, attraversarono la campagna
e ad un certo punto la ragazza sospiro' Vedo laggiu' il
castello di M. di Montanville! Ah perche' non e'
venuto? Io lo amo tanto! Il carbonaio la condusse
nella sua miserabile capanna nella foresta dove
produceva il carbone. Non piangere. Starai bene qui!
Il giorno seguente disse: Non abbiamo biancheria per
la nostra dimora; oggi al castello di M. di Montanville
si fa il bucato, per cui dovrai andarci e cercare di
rubare qualche asciugamano. La principessa non aveva
scelta; dopo aver fatto il bucato, i domestici andarono
a divertirsi. La ragazza si mise a ballare con gli
altri, ma gli asciugamani che si era messa in tasca le
caddero a terra; qualcuno grido': La piccola
carbonaia e' una ladra! La ragazza fuggi' via per la
vergogna e racconto' tutto al carb onaio, piangendo;
quest'ultimo alzo' le spalle: Beh, non era poi un
grande affare! Qualche giorno dopo disse: oggi e'
giornata di macelleria al castello e non si conteranno i
sanguinacci. Dovrai prenderne una dozzina e metterteli
in tasca, cosi' avremo finalmente qualcosa da mangiare.
La ragazza vi si reco'; durante la festa organizzata per
la serata, si mise a ballare, ma i sanguinacci le
caddero dalla tasca. Fu cacciata e qualcuno grido':
la piccola carbonaia e' una ladra. Ritorno'
profondamente umiliata alla capanna, ma il carbonaio si
limito' a ridere: Beh non e' poi cosi' grave!
Poco tempo dopo, le disse: M. di Montanville si
sposera', ma la sposa abita molto lontano. Al castello
c'e' bisogno di una ragazza di bell'aspetto per provare
l'abito da sposa. Provalo e tienilo. Come se niente
fosse? Domando' la principessa. Del resto anche
tu devi sposarti! La ragazza ubbidi' a malincuore;
indosso' l?abito da sposa che le calzava a pen nello,
poi fu condotta davanti a M. di Montanville. Ebbene
cara principessa ? le disse ? sei proprio tu la
sposa! Ma io non posso! Rispose la principessa.
Il re mi ha promessa a un carbonaio ed e' lui che
sposero'! Ma allora non mi hai ancora
riconosciuto? Disse M. di Montanville ridendo. Il
carbonaio sono proprio io! La principessa allora lo
riconobbe, si butto' tra le sue braccia e furono
celebrate le nozze
|