Cucciolo Catrame (da un racconto dei Neri d'America)


Il dottor Coniglio e sorella Volpe si stavano costruendo una casa vicino a un ruscello; in questo, immersero il loro contenitore del latte per rinfrescarlo.
Il dottor Coniglio aveva sete; comincio' a gridare in modo che sorella Volpe non vedesse che era lui a gridare: "Ehi, aiuto!" "Chi sta gridando?" domando' sorella Volpe piuttosto inquieta. "Sembrerebbe qualcuno che chiede soccorso!" disse il dottor Coniglio. "Cosa c'e' da gridare tanto?" "Non lo so, e non ho nessuna voglia di andare a vedere." rispose il dottor Coniglio. "Ma sei tu il dottore!" disse sorella Volpe "tu dovresti andare a controllare".
Il dottor Coniglio scese in riva al ruscello, bevve una gran sorsata di latte e poi risali'. "Cosa e' successo?" "Oh, non era niente di importante!" e il dottor Coniglio si rimise al lavoro.
Il sole era cocente e dopo qualche minuto ebbe di nuovo sete. Grido' ancora sempre girato dall'altra parte: "Ehi, aiuto!" "Chi sta chiedendo aiuto?" domando' sorella Volpe preoccupata. "Sicuramente qualcuno che ne ha bisogno – rispose il dottor Coniglio – ma io non ci andro'". "Ma tu sei l'unico dottore, devi andarci!" Il dottor Coniglio corse al ruscello e inghiotti' circa la meta' del delizioso latte fresco; poi ritorno' ad aiutare sorella Volpe. "Come si chiamava chi stava gridando?" domando' sorella Volpe. "Finito per meta'" rispose il dottor Coniglio.
Poi, riprese il suo lavoro; ma continuava ad avere sete. Allora gemette senza farsi vedere: "Ehi, aiuto!" "C'e' di nuovo qualcuno che chiama!" disse sorella Volpe guardandosi intorno. "In ogni caso - rispose il dottor Coniglio - questa volta non ho nessuna intenzione di accorrere!" "Ma bisogna che tu vada!" Il dottor Coniglio balzo' fino al ruscello e svuoto' completamente il contenitore del latte, ma sorella Volpe comincio' ad avere dei sospetti. Cosi' ando' al ruscello e trovo' il recipiente vuoto. "Ah e' cosi! Puniro' questo ladro di un coniglio".
Riempi' il recipiente di limonata poiche' sapeva che il dottor coniglio adorava tutte le bibite dolci. Poi prese del catrame e modello' un cucciolo, che chiamo' Cucciolo Catrame e lo sedette sulla sponda del ruscello.
Quindi sorella Volpe ritorno' a costruire la sua casa, dicendosi "Me la terro' tutta per me: il dottor Coniglio e' troppo malvagio". Il dottor Coniglio senti' l'odore della limonata e ritorno' al ruscello; vide il cucciolo seduto che pareva osservare l'acqua. "Cosa stai facendo li', cucciolo di coniglio?" Cucciolo Catrame non rispose. "Ti conviene rispondere, altrimenti ti faro' vedere io!" Ma Cucciolo Catrame continuava a non dire niente.
Allora il dottor Coniglio lo colpi' con la zampa posteriore sinistra, che vi rimase incollata. "Lasciami! Vuoi mollarmi?" E il dottor Coniglio inferse un colpo a Cucciolo Catrame con la zampa posteriore destra. "Ahi! Mi sono di nuovo invischiato! Farai bene a lasciarmi andare, posso ancora picchiarti!" Ma cucciolo Catrame rimase immobile, il dottor Coniglio gli diede ancora un colpo di zampa, che resto' attaccata.
Allora il dottor Coniglio comincio' ad avere paura. "Lasciami o guai a te!" E colpi' Cucciolo Catrame con l’unica zampa che era rimasta libera: adesso non poteva più muoversi. Mi rimane ancora la testa! Vedrai! Diede una testa a cucciolo Catrame proprio sul ventre e la testa vi sprofondo' fino agli occhi!
A quel punto giunse sorella Volpe, libero' il dottor Coniglio e lo afferro' per le orecchie con aria minacciosa. "Cosa ti dovrei fare?" disse sorella Volpe "Avrei voglia di accendere un fuoco e di farti ardere vivo!" "Oh, si' - grido' il dottor Coniglio adoro il fuoco, te ne prego, bruciami!" "Allora non ti faro' bruciare vivo - disse sorella Volpe - e' troppo comodo! Invece, ti gettero' tra i rovi!" "Oh no, pieta'! Questo no!" grido' il dottor Coniglio. "Puoi gridare finche' vuoi: e' esattamente quello che faro'!" Sorella Volpe getto' il dottor Coniglio proprio in mezzo ai rovi ma invece di urla di dolore, senti' il dottor Coniglio che rideva: "Grazie mille! Io sono nato qui e mi sento benissimo!" "Non sapevo che i conigli abitassero tra i rovi!" penso' sorella Volpe grattandosi la testa: ma adesso lo aveva imparato!

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